Voglia dell'impossibile

Ci sta nel mio subconscio
un angolo ignoto,
dentro il quale neppure
i miei stessi pensieri
giammai sono riusciti
ad approdare in qualche modo,
siccome lo circonda
una nebbia molto fitta
che riesce a renderlo
davvero impenetrabile.

Più di una volta
ho tentato di accedervi
con l'intento di custodirvi
le ambasce del mio animo,
specialmente quelle
che con varie oppressioni
mi rendevano la vita
in ogni momento
un inferno senza fine
di tremenda malinconia.

Ho cercato perfino
di farvi pervenire
le avversità incontrate
dal mio spirito abbattuto,
mentre in me era intento
a condurre strenuamente
le sue battaglie infinite
fiere e interminabili,
a difesa dei tanti valori
da me propugnati.

Le stesse acute fitte
del mio cuore innamorato ho pensato a un tratto
di trasferirvi e disperdervi,
visto che non desideravo
che la mia passione
diventasse pure essa,
da un istante all’altro,
un qualcosa d'impossibile
e di maledettamente amaro.

In ogni circostanza,
i miei strenui tentativi
sono stati frustrati
dal primo all'ultimo,
siccome in nessun caso
mi è stato concesso
di provare ad entrare
in quel sito nascosto,
essendomi sfuggito
ogni volta di mano.

Così alla fine,
quando mi sono arreso,
non ho più badato
a farvi ingresso smanioso;
ma accesa è rimasta
dentro di me la speranza
che, se quel luogo
non è affatto immaginario,
sicuramente un giorno
riuscirò a mettervi piede.