La coscienza

Mi ritrovo a volte a indagare
nei penetrali della coscienza,
perché attraverso i suoi dettami
possa costruire io il mio futuro
immune da ogni aberrazione.

Ma la loro rigorosa applicazione
non sempre è da ritenersi facile,
poiché più la si vuole corretta
e priva di ogni imperfezione,
più diventa arduo ottenerlo.

Della coscienza anche mi servo
per riscoprire le mie radici
che, per essere quello che sono,
di sicuro trovarono sviluppo
in un terreno assai fertile.

Se voglio un faccia a faccia
con le mie remote origini,
sono costretto a ripercorrere
i sentieri di un tempo che avanza
attraverso la mia labile memoria.

La coscienza, rendiamocene conto,
è quella che più di ogni altra cosa
ci permette di vederci esistenti,
ma soprattutto di riconoscerci
come gli unici esseri giudicanti.

Ogni atto cosciente, come si sa,
ci porta a compiere un’azione;
se però non la facciamo seguire
da un giudizio emesso da essa,
è come se non l’avessimo fatta!