Mi viene spontaneo...

Mi viene spontaneo
chiamare sempre le cose
con il proprio nome,
senza mai nascondere
il loro autentico significato;
preferisco dire ogni volta
pane al pane e vino al vino,
senza abusare di termini
che potrebbero travisarne
il senso e il messaggio.

In poesia e in pittura,
intendo dire anche la mia,
dato che mi pare giusto
difenderne la chiarezza
dei mezzi e dei contenuti
affinché essi non ci portino
a pensare le cose più strane,
quelle che neppure la bizzarria
dei loro ermetici autori
si è mai sognata di esprimere.

Amiamo ciò che si gusta
alla sua prima lettura o visione,
dal momento che esso soltanto
ci ricrea l’animo e lo spirito;
anzi, li fa entrambi tuffare
in un mare di viva gioia
e anche di serenità sentita,
come se un guizzo di sole
fosse in loro penetrato
con il suo fragrante tepore.

Evitiamo parole e colori
fuori luogo e fuori tempo;
rifuggiamo da elucubrazioni,
poiché esse potrebbero risultare
al nostro spirito sensibile
e alla nobile nostra anima
un materiale così ributtante
da causarne l’eterna rovina,
anziché ridestarvi il gusto
per l’una e l’altra arte.