Meglio aspettare

Perché avverto stamani
vacillare la mia esistenza
nell'assurdo fluire del tempo,
che mi fa perfino confondere
il presente con il passato
e mi proietta in un futuro
che non ha in sé nulla di reale?

Al rapido andirivieni
di tante sfuggenti realtà
che sono antitetiche fra loro,
non so come reagire;
neppure mi viene la voglia
di fare un bel tuffo
nel ginepraio degli eventi.

Non intendo assecondare
l'instabilità di questi momenti,
senza pensarci due volte,
essi prima mi esaltano
e poco dopo mi danno in pasto,
agli assilli struggenti
di una grave depressione.

Voglio invece aspettare
che si riattivi in modo normale
la funzionalità psichica
del mio essere reale;
così riprenderò parte attiva,
determinato e solerte,
nel vortice della quotidianità.