Vincere...

Vincere l'abulia
dei miei giorni vuoti
e incantati da fatue speranze,
mentre cercano nel nulla
la complicità di un domani
che non potrà mantenere
le sue debite promesse.

Vincere il rimorso,
che mi pesa sulla coscienza
come un grosso macigno,
mentre ne scandaglia inesorabile
i sentieri frastornati da voci
che non smettono d'invocare
clemenza e perdono.

Vincere la paura,
che mi proviene dall'inconscio
e si fa strada imperterrita
attraverso infidi tragitti,
intanto che m’insidia
con il suo folle terrore
i pensieri della mente.

Vincere me stesso,
quando con alterigia
tratto gli altri con sussiego
e li vorrei ai miei piedi
ossequiosi e striscianti,
come se fossi realmente
un sovrano d'altri tempi.

Vincere i miei principi,
tutte le volte che poggiano
su basi instabili e insicure
o perseguono errate convinzioni,
siccome intendo restare
dalla parte di chi propugna
gl'ideali di giustizia.