Il tempo e lo spazio, ipotetici cardini della nostra realtà fisica e psichica, se non intesi come originariamente defluiti dalla somma Mente Divina, finiscono per sfaldarsi come bioccoli di neve alla prima folata di vento. Allora essi fanno subito ritorno al loro nulla eterno.

L’Universo, nei loro confronti, si dimostra enigmatico, oltre che instabile e volubile. Alcune volte sembra che li comprenda e li sovrasti al tempo stesso; altre volte invece si direbbe che si svolga in essi e ne faccia effettivamente parte; altre ancora, infine, pare che li fonda in un connubio indissolubile e s’immedesimi con loro. Per tale motivo, esso si presenta come il più imperscrutabile dei misteri.

L’Uomo, nella sua essenza polivalente, nella sua complessa natura biopsichica, nella sua vastissima e profonda spiritualità, nell’intrinseco ed estrinseco significato del suo esistere e divenire, nonché nell’esatta determinazione del suo fine ultimo, si presenta come l’essere destinato a dominare vittorioso sull’intero universo ed è cosciente di tale sua privilegiata destinazione.

Il Genio, l’essere umano investito di straordinari poteri, si presenta come la luce preziosa che può irraggiare il mondo di verità assoluta ed eterna. Egli, con la sua illuminante opera essenzialmente artistica e speculativa che in sé realizza mediante un'effettiva spersonalizzazione, penetra gl’inaccessibili segreti della natura e gli occulti principi che l’attivano, avviando in tal modo nella società ogni progresso d’innovazione culturale e scientifica.

Dio, l’Essere per eccellenza che è scaturito dalla logica pura e ci ha permesso di concepirlo come indispensabile sostegno di tutta la nostra reale e irreale esistenza, sconfina oltre ogni umana immaginazione e si cela nella nostra incapacità di percepirlo. Egli è per far essere l’universo e ogni altra cosa a esso appartenente. Perciò ne attiva quelle leggi atte a imprimere nelle varie creature viventi gl’impulsi a esistere e a manifestarsi, secondo i propri attributi e le proprie specifiche prerogative.

In ultima analisi, ne consegue che sopra gli animali e le piante regna il sapiente Uomo; sopra l’umana specie si eleva il prodigioso Genio; sopra tutti e tutto domina incontrastato l’onnipotente Dio. Ma siccome l’universo non è altro che la sua concreta estrinsecazione, ne consegue che il Genio, indagandolo e cogliendone i momenti più sublimi e significativi, diventa l'intermediario esclusivo tra Dio e l'Uomo, tra la natura e la scienza, tra l'essere e il divenire.

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