IL RISVEGLIO DELLA NATURA

Con i primi chiarori dell'alba
si stempera pian piano
il denso buio della notte,
mentre nell'incipiente luce
svanisce il morente baluginio
dell'ultima stella rimasta.

Ma pochi attimi dopo
anche la rosea aurora,
che è il simbolo del candore,
viene ripetutamente invasa
dai fulgidi raggi del sole,
il quale tutta l'attraversa
e anche la incendia
con il suo dilagante fulgore.

Come emergendo da un abisso,
inizia il superbo disco solare
ad alzarsi gradatamente
sul curvilineo orizzonte,
indorando così per prime
le alte cime dei monti;
poi esso si mette a irradiare
le sconfinate valli assonnate,
fino a penetrare con cura
i loro angoli più nascosti.

Si scorge allora la natura
ravvivarsi in ogni sua parte,
ridiventando dappertutto
assai nitida e vivace;
quando alla fine si disfa
del torpore della sonnolenza,
viene in essa a deflagrare
una novella vitalità.

Infine il sole radioso
si adagia sulla boscaglia
e si addentra curioso
tra i rami dei suoi alberi;
allora tutta la foresta
comincia a ridestarsi
e, in brevissimo tempo,
perviene alacremente
a un intenso ritmo vitale.

Riprendono in questo modo
a riecheggiare ovunque
non solo i bramiti e gli ululati,
ma anche i ruggiti e i barriti;
essi, insieme ad altre voci strane,
si apprestano a ridare alla foresta
quella gioiosa vivacità
che alcune ore prima
la notte teneva smorzata.

Invece l'uomo, dal canto suo,
si affretta a recuperare
quelle esuberanti energie
che la sera precedente
era stato costretto
ad accantonare suo malgrado
nel grande dimenticatoio
della notte vorace;
così cerca di riassettarle
alla svelta e alla meglio
per ridarsi senza esitazione
agli affanni della nuova giornata.