Prefazione

Fu l’amore divino a voler creare l’universo e fu una sua scintilla a disseminare gli strati cosmici di un’essenza particolare che, in un certo senso, si presentò fin dall’inizio differente da quella paterna. Essa, dopo essersi resa autonoma dalla sua fonte originaria, se ne volle subito discostare per quanto concerneva i suoi destinatari.

Il nuovo tipo di amore, infatti, non sarebbe stato indirizzato a tutti gli esseri viventi e non-viventi da parte di una qualsiasi persona. Invece se ne sarebbero giovate esclusivamente quelle entità intelligenti di sesso opposto che presto avrebbero popolato l’effimera e caduca creazione divina, alla cui compagine psichica e spirituale esso avrebbe apportato un contributo notevole di magico godimento.

Così, l’amore, inteso come un connubio di passione e di carnalità, esplose e dilagò per gli sconfinati sentieri della psiche umana, fino a rendere ebbro di voluttà e di passionalità lo spirito dell’uomo, rendendolo schiavo dei suoi tanti appetiti dediti alla sensualità e alla concupiscenza. In taluni casi, nei cuori di coloro che ad esso si fossero dati anima e corpo, avrebbe anche prodotto ferite profonde, le quali sarebbero risultate difficilmente rimarginabili durante l’intero arco della loro esistenza.

L'AUTORE