Lettera n. 89

Mia fedele compagna,
se un giorno il tuo amore dovesse smettere di essere il mio compagno inseparabile, la vita per me di sicuro smetterebbe di avere qualche significato. Il vuoto e il nulla, formando a mie spese un binomio assurdo e dispotico, massacrerebbero il mio animo. Ma soprattutto renderebbero caliginosa la mia esistenza e inattiva la mia mente, fino a insidiare poco alla volta il centro delle mie emozioni.

Finirei anche per diventare un autentico automa, assolutamente privo di vitalità intellettiva e del tutto incapace di gestire i propri sentimenti. Come pure non riuscirei più a generare qualche produzione emotiva, quella che di solito in me risulta intensa e prolifica. I pochi spazi esistenziali, che avrei a mia disposizione, mi metterebbero in grado di contemplare soltanto un cuore infranto e uno spirito sconvolto. Inoltre, mi farebbero assistere a un'anima angustiata, costretta a convivere con la propria pena esacerbante.

Perciò, se dovessi ereditare dalla sorte siffatte prospettive future, essendo stato privato del tuo amore, mi vedrei annegare terrorizzato e impotente nel mare della sofferenza. Ti assicuro che non avrei altra alternativa davanti a me che quella d'invocare disperato la fine dei miei giorni! Cerca di non lasciarmi, amore mio, se vuoi che io non muoia di crepacuore!

Il tuo amore