Lettera n. 88

Mio appagato amore,
devi sapere che ero nel pieno dell'infanzia, quando t’incontrai per la prima volta; allora, nonostante la mia tenera età, facesti subito breccia nel mio animo, spingendomi a seguire i sentieri dell'amore. Così, sebbene mi venisse vietato di coltivare un simile nobile sentimento, a causa della mia esistenza ancora agli albori, lo stesso cominciai a covarlo nell'animo come una specie di tesoro meraviglioso.

Ogni volta che t’incontravo per strada, sentivo il mio cuore emozionato battere forte sotto il petto; inoltre, finivo per perdere l'autocontrollo e la calma. Non avevo nemmeno il coraggio di guardarti e di ammirarti, come anche mi vergognavo d'inviarti un mio sorriso o di rivolgerti la parola. Eppure ti amavo e ti veneravo; anzi, ti sentivo dentro di me come l'essere più pregiato della terra, poiché le gioie più belle e più sentite mi provenivano da te.

In seguito, quelle dolci sensazioni che provavo nel profondo dell’intimo e mi provenivano dalla tua persona, continuarono a farmi compagnia, intanto che il frettoloso tempo mi andava aprendo prima le argentee porte della critica adolescenza e poi quelle auree della speranzosa gioventù. Ma, durante tali mie fasi evolutive, pur volgendo solo a te tutti quanti i miei pensieri, i quali così si colmavano di una felicità davvero sublime, da parte mia non osai mai dichiararti oppure farti capire l’intenso amore che provavo per te.

Fu soltanto nella mia età adulta che riuscii a trovare finalmente il coraggio per dichiararti il mio amore con tutta la sua veemenza passionale, il quale riuscì senza difficoltà a convincerti che entrambi eravamo fatti l’una per l’altro. Il futuro me ne ha dato atto, visto che da allora abbiamo trasformato le nostre vite in un inserto di gioie e di stupende emozioni.

Speriamo di seguitare ancora così, amore mio, nel restante cammino che ci serba la nostra vita futura!

Il tuo amore