Lettera n. 73

Gioioso amore mio,
mi sei apparsa dinanzi come la provvidenza, proprio nel momento in cui venivo costretto a vagare sperduto e disorientato per un deserto che davanti mi si estendeva infinito, oltre che arido e accidioso. In quella circostanza, la mia grama esistenza era dominata totalmente da uno squallido grigiore, il quale dispoticamente la stava trasformando in un penoso ghetto di delusioni e di umiliazioni.

Conducevo una vita solitaria e frastornata, per cui il buio più pesto tappezzava le spesse pareti che circondavano lugubremente la mia anima derelitta, quando sei venuta a salvarmi dai miei incubi macabri e crudeli. Essi non smettevano di torturarmi senza pietà; il niente soggiogava il mio spirito avvilito, mentre il silenzio delle mie paure ossessive e delle mie incertezze mi rintronava sordo nell’animo.

Una schiarita sfolgorante c'è stata allora in me, nel momento stesso che sei entrata a far parte della mia vita. All'istante l'ho sentita rinascere e gioire, mentre si liberava dal suo cupo pessimismo e si tuffava serena nel mare dell'ottimismo. Così ogni parte di me si è messa a pullulare di certe sensazioni fino a quel momento sconosciute, le quali suscitavano in tutto il mio corpo una felicità immensa e un godimento beato. Intanto i miei pensieri, risorti come funghi, iniziavano ad amalgamarsi con la mia fantasia: in quella occasione provvidenziale essa aveva ripreso a guizzare splendida ed alacre!

Cerchiamo di vivere sempre insieme, gioia mia, cercando di recarci reciprocamente la massima felicità!

Il tuo amore