Lettera n. 67

Mia stella novella,
che da poco sei nata nel mio universo amoroso, improvvisamente ti ho vista nascere, quando oramai cominciavo a disperare che potessero esserci ancora stelle per me! Sei sorta proprio là dove prima ogni cosa mi appariva confusa e perfino nebulosa, cioè in quell'angolo remoto e appartato da cui provenivano al mio spirito avvilito tanta costernazione e un patema frustrante. Così pian piano ti sei data a penetrare e a dissipare quello strato di nebbia informe e caotico che già aveva paurosamente attecchito in me, minacciando di volere assegnare alla mia esistenza la fine più tragica.

Adesso davvero non posso più temere di andare incontro all’inaridimento totale del mio intelletto, come pure la mia vita può mostrarsi massimamente fiduciosa che molto presto per essa non ci saranno più perdite di preziosa linfa vitale. Anzi, sono persuaso che, da oggi in avanti, per me tutte le cose procederanno per il loro verso giusto, poiché ogni attimo della mia esistenza nuoterà in un fiume di nuove idee gagliarde. Ciascuna delle quali alla fine arricchirà sufficientemente la mia rinata coscienza di un proprio apporto originale e fecondo.

Questo lo devo solo a te, mia cara, perché con singolare tatto hai egregiamente salvato la mia anima derelitta dal profondo abisso della nera abiezione, nel quale era destinata a naufragare tra disperati lamenti e atroci tormenti. Ma tu, intervenendo in tempo con grande altruismo, non hai permesso tutto questo; inoltre, con grande impegno ti sei bene adoperata affinché i miei pensieri continuassero a rifulgere di un afflato poetico raro e inestimabile!

Felice di averti con me, mia nuova stella, e di avermi illuminato con la tua rifulgente luce!

Il tuo amore