Lettera n. 65

Amore mio sventurato,
proprio oggi ho appreso con dolore che mi restano solo pochi mesi di vita, poiché un male pernicioso e invasivo avanza inarrestabile in tutto il mio corpo. Perciò sono disperato, mi sento quasi distrutto; mentre di giorno in giorno ora vedo la mia sofferenza ingigantirsi in modo inusitato nel mio animo, fino a divorarsi con voracità l'ultimo scampolo della mia felicità.

Nella mia mente confusa e atterrita già vedo tramontare gl’ideali e le speranze, siccome si sono visti sbarrare dal truce destino ogni porta aperta al futuro. Ignorando totalmente la pietà e la compassione, esso si dimostra sordo ai tanti miei lamenti, senza curarsi per niente del mio enorme tormento.

Comunque, le mie lacrime vengono versate in particolar modo per il nostro grandissimo e intenso amore, il quale è destinato oramai a morire anch'esso, non appena l'ingorda e terribile notte eterna si sarà impadronita del mio corpo e del mio spirito. A quel punto, vedrai, essa ci renderà entrambi impotenti a scambiarci con calda passione le nostre incontenibili effusioni amorose. Ne consegue, gioia mia, che piango anche per te, siccome molto presto verrai a mancare per sempre dei miei abbracci e dei miei baci, che smetteranno di largirti il loro soave nettare. La qual cosa trascinerà la tua infelice esistenza nel profondo e buio baratro di un'angoscia mortale.

Con una pena smisurata e straziante nel cuore, eccomi a congedarmi da te sommamente disperato; ma prima voglio scrutarti bene negli occhi. Così i pensieri, che vi sono riflessi, resteranno ancora con me al momento del trapasso. In tal modo, sono sicuro che, dopo il penoso addio, la loro cara compagnia mi permetterà d'intraprendere un sereno viaggio verso la mia ultima meta! Non dimenticarmi mai, amore mio. Addio!

Il tuo amore