Lettera n. 58

Vita del mio cuore,
la mia sorte è davvero molto triste, se tu mi neghi di amarti in qualunque modo, per cui ora mi ritrovo in una situazione incredibilmente infelice. Mi scorgo con degli occhi arrossati che abbondano di lacrime, con un cuore afflitto che trabocca di dolore e con un animo angustiato che si strugge e si dispera!

Vengo incantato dai tuoi passi, mentre avanzano sicuri nel loro incedere maestoso. Vengo elettrizzato dal tuo respiro, mentre mi passi davanti o mi fai preziosa grazia di sederti al mio fianco, poiché in quell'istante la mente mi si colma d'infinite suggestioni. Inoltre, vengo trascinato dai tuoi occhi in un'oasi stupenda, dove tutto è predisposto perché il trascorrere del nostro tempo conosca soltanto la pura letizia. Ma vengo anche inebriato dal tuo corpo che, impeccabile nelle sue fattezze, viene ad alimentare il fuoco della mia passione.

All'opposto, ignori le mie galanti attenzioni e rimani fredda e impassibile alle mie profferte d'amore; né ti curi dello strazio che imperversa terribilmente nel mio cuore, il quale è ormai senza pace. Anzi, ti mostri indifferente di fronte all'ambascia profonda che si è impossessata del mio spirito disorientato, privandolo dispoticamente di ogni suo vigore vitale.

Non vuoi proprio concedermi niente, angelo mio dolcissimo? Non vuoi davvero permettere alle esperte mie mani di somministrarti le loro carezze, che potresti solo accusare di averti mandata in estasi? Vuoi altresì rinunciare ai miei numerosi baci ardenti che, una volta dispensati al tuo corpo, sarebbero capaci di renderti la donna più beata del mondo? Vorrei tanto poterti dire: "Amore mio, ti voglio bene!". Vorrei in continuazione abbracciarti e baciarti, stringerti forte al mio cuore e amarti con tutto il mio ardore. Vorrei infine vederti donarmi il tuo amore passionale e scorgere i nostri corpi mentre si fondono beatamente in incantevoli amplessi.

Invece, ahimè, vengo tirannicamente deprivato di tutto questo da una ingrata realtà, la quale non si muove affatto a compassione del mio animo. Anzi, la vedo sogghignarmi sadicamente e biecamente, intanto che mi rinfaccia a caratteri tondi che non è più tempo di sperare!

Allontana da me questo atroce tormento, gioiello inestimabile della mia vita!

Il tuo corteggiatore più assiduo