Lettera n. 46

Soave tesoro mio,
è ormai partito questo odioso treno che crudelmente mi porta via da te e, poco alla volta, va suscitando in me un senso insopprimibile di profonda malinconia; frattanto un'ambascia immensa e terribile mi rende sempre di più questo assurdo viaggio un calvario atroce e insopportabile. Allora, pur di dimenticare lo strazio che mi proviene dal tragitto torturatore, subito comincio a darmi ai miei tanti ricordi, i quali non possono fare altro che condurmi da te. Quindi, completamente estasiato, già immagino la mia mano che accarezza il tuo viso e ti sfiora piano i ricci e morbidi capelli. Ma poi la seguo nell'atto che prende la tua e te la stringe forte, esprimendoti il mio calore e la mia tenerezza.

A ogni modo, questo mio noioso e interminabile viaggio ugualmente non può che risultarmi triste, visto che esso mi allontana perfidamente da te, privandomi senza scrupoli della tua cara compagnia. E poi come potrei trovarlo piacevole, se durante la partenza ti ho lasciata tutta sola, con due grosse lacrime che ti luccicavano negli occhi e con una fitta dolorosa che ti pungeva nel cuore? Esso continua a risultarmi tremendo, poiché lungo il percorso mi accompagnano l'amarezza e lo sconforto, quasi fossero diventati i miei inseparabili compagni.

Perciò tieni bene in mente che l'essermi allontanato da te comincia a costarmi una sofferenza indicibile. Il motivo? Adesso mi ritrovo a rimuginare sul fatto che sono dovuto partire, lasciandoti mio malgrado abbandonata a te stessa e in preda a un supplizio che non si può descrivere.

Ricordo ancora che, mentre ci separavamo alla stazione afflitti e sconsolati, i tuoi occhi mi hanno parlato espressamente. Mostrandosi essi figli della pura sincerità, piangenti mi hanno rivelato quanto tu fossi addolorata nel vedermi andare via da te! Ma io non mi trovo in uno stato diverso, siccome vengo frustato da una pena molto simile alla tua, la quale sa solo tormentarmi. Inoltre, mi fa sentire interiormente un vero condannato a morte, immergendo il mio animo afflitto e accasciato in una grande disperazione mai conosciuta in precedenza. A un tratto, mi è quasi sembrato di vedere il radioso e luminoso sole spegnersi tutt'intorno a me; mentre un'atmosfera gelida e oppressiva mi ha cacciato senza pietà in un colossale scoramento, il quale viene avvertito ancora dentro di me assurdo e deprimente.

Ora fremo e non mi do pace, al pensiero che ci vorrà ancora parecchio tempo, prima che io possa scorgere di nuovo sul tuo volto quel sorriso che rappresenta il sostegno della mia gioia. Ma anche perché constato che già da tempo hanno smesso i tuoi abbracci di addolcirmi e le tue carezze di lenirmi lo schianto interiore. Inoltre, rimpiango con stizza furiosa il fatto che, per un periodo di tempo che sarà molto lungo e straziante, dovrò fare a meno di assaporare l'impeto infuocato dei tuoi ardenti baci e tutte quelle delizie che possono solo provenirmi dal tuo amore passionale. Tutti i miei pensieri sono per te e vivono di te!

Il tuo amore