Lettera n. 36

Mia cara consorte,
rappresenti per i miei occhi la luce che li proietta oltre le tenebre appartenenti all’arida barbarie; rappresenti per la mia anima il benefico tepore che la ravviva, accendendola di leggiadria e di grazia; rappresenti per il mio spirito la forza che lo guida, ma anche riesce a calmare e a rasserenare la sua ansia forsennata. Inoltre, rappresenti per i miei pensieri l'armonia che li concilia, li allieta e li seduce con sagace diplomazia; rappresenti infine, per la mia vita, quel sostegno stabile che non crolla e non si piega davanti a nessuna calamità.

Puoi quindi immaginare che cosa mi succederebbe, se io venissi privato della tua compagnia! Sarei costretto a vivere in un mondo gelido e buio; la mia esistenza diverrebbe un lungo e atroce martirio, oltre che venire investita dal più carnefice dei destini. Ma soprattutto diverrei la vittima prescelta di ogni penosa circostanza, per cui la ridda delle sventure comincerebbe a bersagliarmi a oltranza. Non bastando ciò, verrei dilaniato da incubi che saprebbero solo svolgersi in un'orrida atmosfera minacciosa e tremenda. Come pure mi vedrei sbattuto ovunque dall'incalzante procella dei frenetici venti; mentre i marosi, a loro volta, manifestandomi la loro furia vorace, non esiterebbero a disperdermi nei lugubri abissi marini.

È tutto quanto avverrebbe di me, se mi succedesse di restare senza di te e se venissero a mancarmi il tuo sorriso e il tuo amore, dei quali mi vado nutrendo in ogni momento della mia esistenza. Per questo volentieri offro loro il mio cuore, ma principalmente fiducioso ripongo in essi ogni mia speranza!

Sono al corrente che già sei a conoscenza del mio immenso amore per te e che anche te ne bei, trasformandoti nella donna più gioiosa del mondo.

Il tuo amore