Lettera n. 28

Carissima amata mia,
come se tu fossi stata inghiottita dalle viscere della terra, ti sei sottratta ai miei occhi attoniti, per cui essi hanno cessato di sorridere e di sognare. Al contrario, hanno incominciato a versare senza fine lacrime d'indicibile amarezza. Quanto al mio cuore, essendo stato preso dal timore di non poterti più amare, esso è piombato in una sorta di malinconia che lo va turbando e inquietando, fino a martoriarlo e a distruggerlo, senza mostrare neanche la più piccola pietà.

Tu per me rappresentavi la cosa più bella e più sacra di questo mondo, valevi molto di più della mia stessa esistenza; eri perfino divenuta, un poco alla volta, la stella più fulgida del mio universo interiore. Per questo generosamente m'illeggiadrivi la vita e in pari tempo mi colorivi di rosa i sogni e le speranze. Ero disposto a privarmi perfino dell'ultimo boccone del mio ossigeno vitale, pur di continuare a godere i tuoi sospiri amorosi. Inoltre, per te avrei rinunciato a ogni mia intima esigenza, pur di appagare appieno i tuoi desideri. Infine avrei ciecamente acconsentito a diventare un autentico rottame in balia dei prepotenti marosi, pur di vedere fuse insieme la tua e la mia esistenza!

Dopo averti dichiarato ciò, spero che tu riesca a comprendere quanto sia grande il mio amore per te e quale pazzia sarei disposto a commettere, pur di riaverti con me!

Il tuo amore