Lettera n. 17

Gioia mia,
oggi voglio dirti chiaro e tondo cosa rappresenti per me, perché tu mai lo dimentichi in tutti i tuoi anni avvenire. Ma anche desidero che tu assapori la gradevolezza delle parole e delle espressioni con le quali te lo dichiaro, le quali provengono dal fervore della mia anima innamorata.

Sei la mia vita, sei la mia morte, sei il mio tempo che fugge, sei la mia speranza sempre viva, sei la luce della mia anima, sei la forza del mio spirito, sei la potenza del mio amore. Le mie labbra vogliono pronunciare solo il tuo nome; i miei occhi desiderano contemplare solo il tuo volto; le mie orecchie sono intente ad ascoltare solo la tua voce; la mia mente pretende di spaziare solo nel tuo ricordo; il mio cuore non fa altro che amare solo e sempre te.

Tu sei il sole, io sono la terra, per cui ho bisogno di te per restare in vita. Soltanto i tuoi raggi riescono a farmi sorridere perché mi cospargono l'esistenza di meravigliosi tesori; perciò, se ne rimanessi privo, sarei subito tentato di disfarmi nel nulla. Sei il motivo delle battaglie che vado facendo con me stesso: sei il meritato premio che ottengo vincendole, sei la stessa soddisfazione che provo facendole. Si direbbe che in me ci sia metà del tuo spirito, poiché ogni attimo ti sento partecipe dei miei dolori, delle mie ansie, delle mie gioie.

Ti sento dentro di me che ti agiti e ribolli, ti elevi e ti scagli con furore animoso verso quanto è ignoto, indefinibile e misterioso; ma anche ti sento ridiscendere, ridimensionarti nell'impeto, rasserenarti e arrenderti al caleidoscopio dei ricordi. Inoltre, alimenti la mia vita interiore, che in te si concentra, si rafforza e vibra d'innumerevoli suggestioni.

Da te apprendo infine che la vita è tanto più bella quanto più ci viene contesa dalle avversità del momento, la cui sconfitta da parte nostra ci dà un senso di orgoglio, la giusta pretesa di essere, la vera essenza della vita.

Per oggi basta, amore mio, perché credo di averti dimostrato già abbastanza il mio cieco amore.

Il tuo amore