Lettera n. 150

Forza del mio spirito,
quanto affermi è degno della mia ammirazione; quanto pensi è degno della mia approvazione; quanto proponi è degno della mia supina accettazione. Che cosa potrei farmene di una donna, se di lei non ammirassi ciò che dice, non approvassi ciò che pensa e non accettassi ciò che propone? Potrei solo buttarla via tra i rifiuti, come cosa inutile e senza valore, poiché occuperebbe un posto nella mia vita senza averne il diritto. Ma tu rappresenti pr me tutt’altro! Dentro di me, niente e nessuno ha più valore di te; al di fuori di te, nessuna persona riesce a farsi notare da me. Perciò hai il diritto di dichiararmi quello che vuoi, di propormi le profferte amorose più audaci, di farmi andare anche contro un mio modo di comportarmi. Beninteso, mi riferisco a quei miei comportamenti che, per certi versi, possono risultare solo pro forma, magari ancorati a pregiudizi oppure a qualche principio di dubbio valore morale.

Inoltre, non dimenticare che sono anch’io un essere vivente e senziente, con la prerogativa di percepire determinati stimoli vegetativi, tra i quali certe appetenze appartenenti alla sfera sessuale. La mia tendenza a frenarle, che è caratteristica di ogni uomo che si voglia far ritenere perbene, non autorizza altri a pensare che in me non esistano, che non fremano e che non si rivoltino contro quel perbenismo che quasi sempre ci viene imposto dalla società. Quest’atteggiamento perbenistico, che si rivela quasi sempre ipocrita ed è frutto di una morale borghese, è stato inventato unicamente per salvaguardare un valore che ha senso solo per determinate persone, per cui è da scartarsi. I veri valori non prescindono né dal sesso di una persona né dalla sua razza né dalla sua religione, poiché sono universali soprattutto per quanto riguarda i loro destinatari, senza escluderne nessuno.

Lo so, amore mio, che questo è anche il tuo pensiero che, in un certo senso, mi hai già manifestato nella tua ultima lettera. Anch’io, come tutti gli uomini sessualmente normali, sento la voglia di sbizzarrirmi con te e con il tuo corpo per darti tanto piacere e riceverne. Anche a me piacerebbe essere trasgressivo con te per accendere in te la massima passione; ma anche per sentirmi trascinare in una spirale di concupiscenza, la quale dovrebbe risultare l’esaltazione della sensualità più appagante. Soddisfatta, mia cara?

Ora devo lasciarti, non posso dilungarmi oltre. A momenti, dovrò uscire, per cui ne approfitterò per impostare la mia lettera per fartela arrivare a stretto giro di posta. In questo modo, non s’interromperà lo scambio di corrispondenza epistolare che si è instaurato tra di noi.

Insieme con la lettera, ti faccio pervenire anche i miei abbracci e i miei baci migliori.

Il tuo amore