Lettera n. 149

Mio gradevole amore,
in questi giorni ho avvertito la tua mancanza fisica, per cui ho desiderato il tuo corpo come non mai. Il ricordo dei nostri incontri amorosi, anche se contenuti e mai in balia della licenziosità, mi ha assalito con veemenza e con un certo travisamento del reale vissuto, spingendomi a bramarti alla follia. Non ho potuto togliermi di dosso il contatto e il sapore della tua pelle; come pure non sono riuscito a divincolarmi dai tuoi abbracci e a fare a meno dei tuoi baci. In continuazione, ti ho scorta abbordarmi con la tua arte amatoria, trasfonderti in me con tutta la tua passione, dominarmi con la tua sensualità impetuosa e procace.

Che potevo fare, gioia mia, se non capitolare di fronte alle tue soverchianti carezze e allo strapotere della tua insaziabile sete d’amore? Così ho ceduto alla tua furia passionale, mi sono lasciato soggiogare dal tuo impeto amoroso, mi sono arreso ai tuoi artifici muliebri, i quali nel campo dell'amore hanno saputo operare con scaltrezza e determinazione. Mi è sembrato proprio tutto vero, anche se effettivamente non sei come ti ho immaginata nei miei pensieri, cioè disinibita e provocante, aggressiva ed eccitante, dedita a un sesso lussurioso e incontrollato. Nelle tue effusioni, ti ho scorta sempre morigerata e non sei stata mai capace di perdere la testa o di darti a una sfrenata frenesia.

A parte queste mie evasioni mentali che si sono concentrate particolarmente sulla tua componente fisica, davvero avverto in me appetiti rivolti di più al tuo essere donna; sono in preda a impulsi istintuali che ti cercano come completamento della mia persona, la quale potrà esserci solo con l’appagamento della mia sfera sessuale. Forse sarà stata anche l’astinenza da quel poco che ci concedevamo in termini di attrazione fisica. Ma non voglio conoscere la causa di questo mio nuovo sentire, di queste sopraggiunte sensazioni, le quali mi ti fanno desiderare in modo preminente anche dal punto di vista della dimensione sessuale. Per il qual motivo, sono solo ingordo di appagare questa mia smania con te e in te, di farla sedare tra le tue braccia. Anche se sono sicuro che essa si spegnerà, non appena ti avrò posseduta, vivendo insieme dei momenti fantastici e indimenticabili.

Voglio sperare, mia cara, che non condannerai questa mia iniziativa inusuale, insolitamente spinta e alquanto distante dai canoni abituali della nostra relazione. Se ci tieni a saperlo, intimamente non la disapprovo, l’accetto come un momento ineludibile, a cui la coppia non può sottrarsi e vi si deve dedicare senza esitazione e senza limitazioni. Perciò sono sicuro che comprenderai questo mio nuovo atteggiamento nei confronti del nostro rapporto. Esso, ti garantisco, non è una presa di posizione di tipo maschilista; ma si tratta di un atto dovuto, da parte di due innamorati, al fine di conseguire lo sviluppo integrale e armonico dell’essere umano.

Con questa mia puntualizzazione, termino anche questa mia nuova missiva, restando in attesa della tua gradita risposta.

Il tuo amore