Lettera n. 148

Mio serafino,
leggere le tue lettere è come trovarmi accanto a te; è come ascoltare le tue parole a viva voce, direttamente dalla tua bocca; è come sentirmi abbracciato a te. Esse emanano un certo fascino elettrizzante che mi rapisce, mi trasporta in un mondo irreale, dove tutto è sogno paradisiaco; suscita in me stupore e mi fa emozionare, fino a causarmi un nodo alla gola. Andando avanti nella lettura e passando da una riga all’altra, ti sento in me quasi effettivamente; ho la sensazione di viverti e gustarti realmente, d’immedesimarmi con te con tutto l’ardore che è in mio possesso, di strapazzarti con le mie carezze e di saziarti con le mie infinite coccole.

Farei senz’altro a meno di ammirare gli stupendi spettacoli della natura, se la loro ammirazione mi dovesse costare la rinuncia al tuo sguardo e ai tuoi sorrisi; non esiterei a privarmi di ogni libertà, se fruire di essa significasse per me la perdita del tuo amore. Rappresenti per me l’essere più pregevole esistente nell’intero universo; sei la luce che lo illumina, sei il motore che lo attiva, sei il centro di ogni sua attrazione. Il cosmo, privato di te, mi apparirebbe una massa informe e tenebrosa, non riuscirei più a scorgervi l’attuale armonia, lo vedrei spegnersi ineluttabilmente nel nulla eterno.

Oh, soave amore mio, pensami senza mai smettere! Promettimi pure che sarò sempre io la luce delle tue pupille, il faro dei tuoi lungimiranti pensieri, la fiamma animatrice del tuo spirito, la passione del tuo cuore. Per me conta molto sentirmi importante agli occhi tuoi; sì, costituisce il perno della mia esistenza, intorno al quale vengono a ruotare tutti gli altri miei progetti, sia a livello virtuale che reale.

Ogni mio respiro viene da me emesso, affinché esso mi faccia vivere insieme con te; ogni mio sguardo viene dato perché esso mi faccia scorgere insieme con te; ogni mio passo viene fatto perché esso mi conduca direttamente a te e mi faccia trovare felicemente tra le tue braccia.

Il mio amore per te ha ampliato il mio orizzonte di percezione e di conoscenza. Dentro di me, riesco a percepire stati d’animo fino a poco tempo fa del tutto sconosciuti dal mio comune sentire; riesco perfino a viverli intensamente tanto nella sofferenza quanto nella delizia. Così pure è accresciuta in me la sete di conoscenza, dal momento che le semplici nozioni e i semplici fatti in mio possesso non soddisfano più il mio spirito, il quale oramai tende a elevarsi sempre più in alto nel regno dello scibile. In funzione di te, si mobilitano in me le ansie, i timori, le gioie, le aspettative, i desideri, i progetti, le aspirazioni, le intraprendenze; mentre passano in secondo piano i miei stessi interessi personali, i quali cedono volentieri il passo a quelli che sono i tuoi. Solo essi, infatti, vengono a rappresentare per me il fine ultimo della mia esistenza e il coronamento di tutte le iniziative da me intraprese.

A questo punto, amore mio, mi tocca deporre la penna e lasciarti, augurandoti ottima salute del corpo, dell’animo e dello spirito. Arrisentirci a presto, mia cara!

Il tuo amore