Lettera n. 133

Gioia mia scomparsa,
siccome per me rappresenti il sole, la tua mancanza mi risulta come la notte buia. Se le stelle, che luccicano nel cielo, sono i miei pensieri rivolti a te; la splendente luna non è altro che la mia speranza di averti presto vicina. Ma non ti scorgo nelle tenebre; mentre i pensieri e la speranza non possono regalarmi quella gioia che può provenirmi unicamente da te, quando mi sei accanto. Soltanto allora gusto le tue carezze, m’inebrio con i tuoi magici baci e assaporo le tue ineffabili dolcezze.

Nessuna cosa può sostituirsi a te, visto che ti ritengo l’eccezione tra le donne, il mio insostituibile bene, senza il quale non riuscirei più a vivere. Invece potrei solo considerarmi un pallido pesce morente, che si agita sulla riva fuori della sua preziosa acqua. La fitta oscurità notturna ora mi circonda e mi sovrasta, mi getta nelle spire attanaglianti di un pessimismo opprimente; anche se, di tanto in tanto, delle pause speranzose vengono ad alleviare solo in parte la mia angoscia e la mia pena. Corri presto da me, amore mio, e rendimi felice!

Il tuo amore