Lettera n. 130

Mio bel fiore,
ti ho lasciata abbandonata a te stessa, in balia della tempesta; ma, quel che è peggio, ti ho tradita e ti ho ingannata, preferendo al tuo posto un’ortica urticante. Ora mi assalgono i rimorsi, a ragione subisco le sferzate di un graffiante rammarico, il quale non mi molla e mi stringe nelle sue spire soffocanti, come per farmi pagare l’imperdonabile errore.

Mi domando come ho potuto mostrarmi così vigliacco verso di te! Sei sempre stata la mia ancora di salvezza e la stella polare che rifulge nel mio universo sentimentale, quale guida dei miei sogni. Ritengo che in quell’istante io abbia avuto la mente ottenebrata o che sia uscito di senno, se ho potuto arrivare a tanto e, privo di ogni scrupolo, ti ho calpestata senza pietà, ignaro che eri il mio vero grande amore.

Essendo sinceramente pentito, aspiro al tuo perdono e a rientrare nelle tue grazie, perché possa continuare a sognare e a estasiarmi nel tuo tenero abbraccio per una eternità intera.

Il tuo amore