Lettera n. 127

Amore mio splendido,
ti terrò caro come un gioiello, ti preserverò dalle varie intemperie: tanto dalla veemenza del vento quanto dalla grandine devastatrice, come dalla pioggia torrenziale così dall’inclemenza della bufera. Non credi che, dentro il mio cuore, troverai il migliore ricetto? Non pensi che, tra le spire seducenti della prolifica creatività del mio spirito, verrai alle prese con quell’estasi inebriante che ti procurerà la somma delizia?

Avvertirò il tuo amore, sempre e in ogni luogo, come qualcosa di prezioso e di raro; perciò gelosamente gli presterò le mie cure, non gli farò mancare quanto gli occorre per conservarsi intatto nel tempo, identico a quando è venuto alla luce. Sarò lieto di farlo per amor tuo, perché tu ti senta la più felice del mondo, perché tu respiri solo aria di festa e non vengano gli spettri paurosi e gl'incubi tremendi a insidiarti il sonno, quando la notte si fa tetra intorno a te.

Non adirarti, comunque, se ogni tanto lo uso per compiacere il mio corpo, che vuole ubbidire alla procella dei sensi: essi sono desiderosi di scorrazzare lascivi all’interno delle mura del tuo tempio, senza né freno né moderazione.

Il tuo amore