Lettera n. 121

Amore mio adorato,
è da un paio di anni che ci conosciamo, che ci frequentiamo, che cerchiamo di approfondirci e d’immedesimarci, per avere l’uno dell’altra un esatto concetto, allo scopo di evitare di arrecarci del male oppure di farci un torto a nostra insaputa; ma soprattutto perché non vengano mai ad esserci tra di noi incresciose incomprensioni.

Questo biennio di approfondimento reciproco, a ogni modo, mi è servito unicamente a illuminarmi sulla tua persona, a permettermi di determinarti nella reale tua essenza psichica e spirituale, dopo uno scandagliamento penetrante e incisivo di tutte le tue qualità interiori. Esse, senza esagerazione, ti fanno apparire ai miei occhi una donna non plus ultra e perciò degna della mia incondizionata ammirazione.

Dire che la mia immensa stima verso di te è la diretta conseguenza di una mia infatuazione non ancora sopita in me sarebbe come ragionare senza cognizione di causa, sproloquiare oppure abbandonarmi alla dissennatezza più assoluta, voler negare ottusamente l’evidenza dei fatti. I quali, come sempre hanno fatto, stanno a testimoniare una sacrosanta verità, che è l’affermazione più decisa, più viscerale, più convinta, più innegabile e più gratificante del mio sincero amore per te.

Non intendo intrecciare un serto di elogi nei tuoi confronti, poiché non amo nel modo più categorico indossare l’abito dell’adulatore; ma sto qui solo per dire pane al pane e vino al vino, visto che la verità non ha bisogno di essere abbellita né con fronzoli né con orpelli di nessun tipo. Anzi, essa risulterebbe sempre sacrosanta, anche se venisse trascinata nella melma più lurida o venisse calpestata da una miriade di passi profanatori.

Anche se in te sorgono spesso dei dubbi tormentosi in merito al mio amore, ugualmente esso resta in me sempre vivo, sempre ardente. Posso ritenerlo una fiamma inestinguibile e perenne, che si spegnerà solo con la morte della mia parte spirituale. E siccome lo spirito è immortale, anche il mio amore continuerà imperituro a riscaldarti e a inebriarti nel tempo.

La nostra relazione non accenna ad alcun cedimento o incrinatura; bensì, nella sua soggettività e oggettività, si va rinsaldando con maggiore coesione. Direi che in continuazione tenda a rimodellarsi in una visione più realistica e sentita, mettendo in risalto un’osmosi di sentimenti e di vedute che vanno ben al di là del sentire umano oppure del comune raziocinio.

Noi ormai ci apparteniamo sensitivamente e spiritualmente, non possiamo fare a meno l’uno dell’altra; si è costituita tra noi due una sorta di simbiosi estasiante, che nessuna forza al mondo potrà mai scardinare o dissolvere. Viviamo di noi stessi e per noi stessi, ci desideriamo come nessun’altra coppia riuscirebbe mai a fare, permettendo a volte a talune smanie trasgressive di permeare la nostra intensa passione, a coronamento della continua e gradevole evoluzione del nostro insuperabile amore.

Perciò, tesoro mio, cerchiamo sempre di vivere il nostro amore con l’attuale intensità, di sentirlo con lo stesso ardore odierno, se vogliamo che la vita sèguiti a sorriderci come adesso e a coinvolgerci in una spirale di sensazioni ultraterrene e incantevoli. Soltanto in questo modo, la nostra esistenza ovvierà a ogni esperienza negativa, non farà mai la conoscenza di circostanze deludenti ed eviterà d’impelagarsi in situazioni di spiacevole rincrescimento. Al contrario, sarà capace di assurgere al piacere più appagante e alla soddisfazione più grata.

Ora, mia cara, suggellando questa mia lettera con un serto di baci e di abbracci, ti saluto molto appassionatamente.

Il tuo amore