Lettera n. 116

Cara avvenente fanciulla,
non compiangermi, se mi sono invaghito di te fino alla follia, nonostante non mi giungano segnali positivi dalla tua persona. Ora mi sembra di stare in una sala di attesa di una stazione ferroviaria, dove l’illusione mi fa aspettare invano l’arrivo di quel treno che mi porterà il mio vagheggiato amore.

Non compiangermi, se intanto lascio il mio cuore abbandonarsi a una terribile disperazione e darsi senza orgoglio ai pianti e ai lamenti. Probabilmente essi non riusciranno nemmeno a smuovere quello tuo, dimostrandosi esso più insensibile di un duro macigno.

Non compiangermi, se senza risultati vado dicendo a tutti gli esseri viventi della terra che il mio amore per te è immenso e intramontabile. Invece lo respingi con molta tracotanza e affossi con il tuo rifiuto ogni mia pallida speranza nell’assoluta indifferenza! Peccato che tu non sappia apprezzarmi neppure un poco!

Colui che non smetti di respingere