Lettera n. 114

Donna di rara bellezza,
possibile che tu non avverta l’accorato richiamo del mio cuore innamorato che geme e soffre per te, mentre caparbiamente mi ostino ad aspirare alla tua mano? Possibile che non ti muova a sentita compassione di quest’essere infelice che si rattrista e si dispera, solo perché non viene riamato da te?

Allora vuoi dirmi cosa devo fare per riuscire a suscitare in te la più grande pietà e spingerti a secondare i miei desideri, che possono avere soltanto te come loro obiettivo? Non so spiegarmi la tua manifesta alterigia, che immotivatamente ha continuato ad essere nei miei confronti assai deprimente.

Vorrei che ti mostrassi più generosa verso di me, esaudendo la preghiera di chi ti ama con passione e vorrebbe fare di te la compagna della sua vita. Invece, con animo rassegnato, sono costretto a prendere atto che l’amore che nutro per te con intenso ardore si rivela del tutto senza speranza. Allora addio, mio impossibile amore!

Il tuo corteggiatore non riamato