Lettera n. 112

Donna insensibile,
per colpa tua il mio cuore si era spento a ogni sentimento che veniva a riguardare l’amore, avendo deliberato di tradirmi senza farne un mistero ed espormi al pubblico ludibrio. Ma il tuo era stato soltanto un proposito di vendetta, poiché dentro di te eri convinta che anch’io ti avevo tradita con una delle tue carissime amiche. Invece, a volere essere sincero, non sapevo neppure che ella esistesse. Perciò era risultato inutile ogni mio sforzo per convincerti che non ti avrei mai tradita per nessuna ragione con un’altra, siccome rappresentavi per la mia vita l’amabile donna a cui giammai avrei fatto un torto così grave.

Tu, a ogni modo, avevi voluto mostrarti più testarda di una mula; per questo non avevi concesso la tua fiducia a nessuna delle mie schiette parole. Infine ti eri buttata a capofitto nel tuo errore madornale e imperdonabile, obbligandomi, anche se mio malgrado, a prendere severi provvedimenti contro di te, per avere ingiustamente infangato il nostro amore puro e genuino. Anzi, mi ero sentito in dovere di seppellirlo sotto un cumulo di stoica rassegnazione.

Comunque, non mi meraviglierei, se mi dicessi che la tua vita è del tutto priva di soddisfazioni e di felicità, dal momento che non hai più me al tuo fianco!

Chi ti ama ancora