di Luigi Orabona

 

 

Chi mai?

Chi mai oserebbe affermare
che non è la dignità umana
un valore di tutto rispetto,
ossia inviolabile e sacro,
e che colui che la calpesta
non merita per tale atto
l'universale disprezzo?

Chi mai, dopo avere avuto
l'insano e barbaro coraggio
di ammazzare i propri genitori,
che per lui si sono sacrificati
senza pretendere nulla in cambio,
non proverà dentro di sé
un terribile rimorso?

Chi mai, dopo essersi permesso
di criticare e di maltrattare
senza nessunissima pietà
un perseguitato dalla sorte,
già pieno di guai fino al collo,
non avvertirà il rimprovero
dalla propria coscienza?

Chi mai, dopo aver commesso
l'insano gesto di abbandonare
nel cassonetto delle immondizie
il proprio figliolo appena nato,
senza sentirsi affatto in colpa,
non proverà dopo le pene atroci
di chi viene bruciato vivo?

Chi mai, dopo aver tradito
cinicamente la fiducia che in lui
poneva l'amico suo più caro,
mostrandosi sprezzante dell'onore,
non si riterrà un gran farabutto,
in eterno non più meritevole
di stima e di rispetto?