di Luigi Orabona

 

 

Paura

Paura di non farcela,
quando mi trovo ad assumere
un impegno di responsabilità
per il quale dovrò poi
scervellarmi giorno e notte
e lavorare a pieno ritmo,
se alla fine voglio concluderlo
nei termini stabiliti
e nel modo impeccabile
come da me desiderato.

Paura di capitare
in una situazione scabrosa
che mi vedrebbe autore
di efferati misfatti,
per i quali verrei additato
da amici e conoscenti
come l'essere più abietto
esistente in questo mondo,
perciò degno di meritare
l'esecrazione di tutti.

Paura di dover negare
il mio aiuto prezioso
a chiunque verrà a trovarsi
in grande difficoltà
ed avrà anche bisogno
della mia mano amica
per poter tirarsi fuori
dai numerosi suoi guai
e per ritornare ad essere
felice come prima.

Paura di trovarmi
nelle vesti di un tiranno
crudele e sanguinario,
che infligge al suo popolo
le più atroci punizioni
e gl'impone altresì di pagare
balzelli di ogni sorta,
lieto di vederlo alla fine
miseramente ridotto
al supplizio o alla fame.

Paura di perdere
la mia adorata donna,
senza la quale la mia vita
non avrebbe alcun significato
e smetterebbe di sorridere
alla natura circostante;
in un simile frangente,
bramerei esclusivamente
finire i restanti miei giorni
dimenticato nel nulla!