di Luigi Orabona

 

 

Non sempre...

Non sempre ebbi ad ereditare
dal mio segnato destino
dei giorni interamente beati
che potessero consentirmi
di condurre un'esistenza
priva di qualunque tribolazione,
siccome era essa bersagliata
da una sorte spesso ingrata
che sdegnava qualsiasi pietà,
la quale perversamente
si divertiva senza ragione
ad amareggiare ogni suo attimo.

Non sempre mi capitò
di essere lasciato fuori
da quelle moleste contrarietà
che non ci mettono niente
a intossicare la vita tranquilla
di una qualsiasi persona;
anzi, talvolta esse mi parvero
non volere smettere per niente
di grandinarmi addosso,
quasi intendessero manifestare
con i loro assalti reiterati
un sadico compiacimento.

Non sempre le mie feste,
come ricordo esattamente,
iniziarono ed ebbero termine
con il sapore della gioia;
durante il loro svolgimento
ad un certo momento,
fui obbligato ad interromperle,
poiché dovetti assegnare ad esse
un nuovo triste nome,
essendo piombato in mezzo a loro
il sapore acerbo ed amaro
di una imprevista disgrazia.

Non sempre quegli ideali,
in cui riponevo la massima fiducia,
mi apparvero degni di tal nome,
nonostante vi tenessi radicati
il mio cuore e la mia mente,
volendo sentirmi appagato
ed avere risollevato l'animo;
invece essi mi arrecarono spesso
un'ambascia incredibile,
essendo venuta nel mio intimo
a maturare nei loro confronti
la più pungente sfiducia
e ad esserci molto discredito.

Allora, quasi inebetito,
assistetti alla completa disfatta
di ogni nobile e sacra virtù,
oltre al trionfo dei vizi peggiori;
la qual cosa mi procurò nell'animo
una crepa così ampia e profonda
da spingermi ad ipotizzare,
tra grande spavento ed orrore,
che la mia struttura spirituale
avrebbe ceduto quanto prima,
come pure si sarebbe assistito
al suo crollo rovinoso!