di Luigi Orabona

 

 

Non ho voglia di...

Non ho voglia
di lasciarmi trascinare
nella spirale dell'indolenza,
con l'unico scopo
di trascorrere la mia vita
ora nel sonno,
ora nel dolce far niente;
se in me ciņ dovesse avvenire,
non riuscirei a sopportare
un'esistenza vuota e banale,
abituato come sono
ad occupare la mia giornata
con l'assiduo lavoro
dalla mattina alla sera.

Non ho voglia
di lasciarmi distrarre
dall'appagante poesia
per darmi poi indifferente
ad altre occupazioni
che per me non avrebbero
nessuna importanza;
se l'afflato poetico
smettesse d'ispirarmi
e di offrirmi dei momenti
ricchi d'intense emozioni,
trascorrerebbe il mio tempo
in una noia esasperante
e senza soddisfazioni.

Non ho voglia
di lasciarmi persuadere
a licenziare in tronco
i miei tanti principi morali,
che hanno costituito per anni
il fondamento sul quale
si è basata la mia esistenza;
nel caso che dentro di me
dovessero essi estinguarsi,
sicuramente non saprei
come agire e cosa fare:
in questo mondo senza ideali,
mi sentirei totalmente,
un pesce fuor d'acqua.

Non ho voglia
di lasciarmi dire dagli altri
che non sono un uomo di parola,
per essere venuto meno
ad una mia promessa,
dopo averla fatta
con solenne giuramento;
se un fatto del genere
si dovesse verificare,
mi sentirei molto male
e vedrei la mia coscienza
precipitare senza scampo
nel detestabile baratro
dell'eterno rimorso.