di Luigi Orabona

 

 

Voglia di dimenticare

Non so se un giorno,
fosse esso anche lontano,
mi verrà infine consentito
di varcare la soglia dell'oblio,
visto che intendo farvi
annegare certi miei ricordi
terribili e indelebili;
farei difatti volentieri a meno
di ospitarli nella mia memoria,
da dove essi alcune volte
mi saltano alla mente,
assoggettando la mia vita
a un intricato subbuglio
orribile e caotico.

Si tratta naturalmente
di passate mie esperienze
che mai e poi mai
vorrei più rammentare,
essendosi esse rivelate
di una drammaticità inaudita,
per cui a quel tempo
finirono per sobbarcarmi
a sopportazioni di ogni tipo
e di una tale durezza
che oggi non è possibile
reperire gli aggettivi
che possano descriverle
in modo appropriato;
ma anche la delusione
e tantissime contrarietà
allora non cessavano
d'investire la mia esistenza
che stava già penando
per altri gravi motivi.

Perciò vorrei davvero
che mi porgesse il destino
la sua mano compassionevole
e altresì mi concedesse
il suo validissimo aiuto,
facendo in me di tutte loro
immediata tabula rasa,
poiché solo in questo modo
non verrei più bombardato
dal loro assurdo contenuto
tragico e truculento;
il quale, sebbene si presenti
in veste di ricordo,
mi fa ancora traballare
quella calma che un dì
era imperturbabile e pacata
e di cui sempre sono andato
particolarmente fiero.
Penso, a ogni modo,

che ciò per me sia impossibile,
per cui mio malgrado
sono costretto a tenermi a vita
lo sgradito ricordo
delle perigliose mie vicende,
vissute con un cuore
in preda all'angoscia
e con uno spirito avvilito
che si sentiva impazzire,
siccome la grande amarezza
che mi proveniva da loro
intimamente mi causava
un dispiacere così enorme
che, senza volere esagerare,
veniva quasi a soffocarmi
il respiro nella gola,
ma soprattutto mi privava
della facoltà di pensare.