di Luigi Orabona

 

 

Non facciamoli piangere

Puņ accadere a volte
che per colpa nostra
degli innocenti piangano,
soffrano e si disperino,
perdendo quella calma
di cui hanno bisogno
per meglio affrontare
il grigiore di un'esistenza,
che già di per sé viene
a porgere loro una vita
misera e mal tollerata.

Bisogna allora evitare
che in alcuni momenti
la cattiveria e la perfidia,
impossessandosi di noi,
rendano il nostro animo
insensibile alla pietà
e trasformino il nostro cuore
in un dispensatore iniquo
di collera e di malessere,
ai danni di gente che vuole
solamente vivere in pace.

Anzi, reagiamo ad esse
e non facciamole allignare
nel nostro abito morale,
il quale in ogni momento
deve mostrarsi alfiere
di comprensione e di bontà,
di generosità e di tolleranza,
cercando di recare agli altri
il suo valido soccorso,
liberandoli allo stesso tempo
da ogni loro sofferenza.

Perciò non facciamo piangere
coloro che in questo mondo
già dimostrano di essere
dei reietti della società,
se non vogliamo che in noi
sopraggiunga poi il rimorso
del nostro malevolo gesto
che interverrebbe a sua volta
a strapazzarci la coscienza,
fino a tramutarla in un mucchio
di sconcertante tristezza.