di Luigi Orabona

 

 

Evviva quegli anni...

Evviva quegli anni che,
per gran parte del giorno,
ci videro senza malizia
trascorrere la nostra esistenza
cullati dall'amore materno;
allora venivamo presi
dalla spensieratezza più assoluta,
siccome eravamo intenti
ai nostri giochi gai ed innocui;
ma soprattutto perché affidavamo,
fiduciosi ed impazienti,
a una girandola di rosee speranze
ogni incantevole attimo
della nostra ingenua infanzia.

Evviva quegli anni che,
per la prima volta,
ci fecero sentire davvero importanti,
avendoci essi iniziati
ai primi rudimenti del sapere;
inoltre, ci videro cavalcare
la fantasia più accesa,
distraendo la nostra mente
da una realtà che per noi iniziava
a farsi davvero problematica.

Evviva quegli anni che
ci spinsero a coltivare
il primo fiore dell’amore,
che presto sarebbe esploso
con tutta la sua carica
d'intensa passionalità,
ponendo in questo modo
sulla nostra sfera psichica
la propria seria ipoteca
di privilegio e di esclusività!