di Luigi Orabona

 

 

Teniamoci svegli

Teniamoci svegli
per affondare meglio le radici
della nostra esistenza
in una vitalità prorompente
e lanciarci nella mischia
delle diversità ideologiche
con uno slancio battagliero
e pervicacemente attivo,
il quale mai demorda
nell'affrontare le peripezie
di una vita scompensata
in fase di declino.

Teniamoci svegli
per evitare che sguardi morenti
di occhi stanchi di vivere
affossino i loro pensieri
in un gigantesco marasma
di essenze incancrenite
e totalmente svuotate
di ogni creatività e significato;
ma soprattutto per trasmettere
ad un animo abbacchiato
in preda all'ipocondria
il tepore di un raggio che scaturisce
da un ardore toccante.

Teniamoci svegli
per proibire alle idee malsane
d'infettare il nostro spirito,
spegnendovi il vigore
e forzandolo a cercarsi
angoli di nessuna importanza
con l'intento di covarvi
la sua morte programmata,
grazie a un estratto degenerativo
germinato dalle rovine
di una coscienza ormai devastata
in ogni sua espressione.