di Luigi Orabona

 

 

Mondo fantastico

Ho sempre avvertito
dentro di me l'esigenza
di vivere da rifugiato
nel mio mondo fantastico,
ritenendolo il solo posto
ameno e meraviglioso
dove le mie sofferenze
e anche le mie angosce
riescono a tramutarsi,
come per pura magia,
in sovrumane sensazioni
piacevoli e sublimi,
le quali subito ridanno
al mio spirito angustiato
quel prezioso ristoro
capace di rigenerare
le varie sue energie,
oltre che il suo vigore,
rimettendolo in sesto
nel modo migliore.

Esso mi si presenta
identico ad un'oasi
che riesce a riscattarmi
dal deserto infuocato
delle mie afflizioni
e dei miei tormenti,
siccome sa trasformare
la mia disperazione
nel tanto desiderato
refrigerio dell'animo;
il quale può così
dispiegare le sue ali
e darsi a un volo
libero e rasserenante
verso nuove mete
dalle mille prospettive,
visto che hanno esse
la facoltà di donarmi
una pacata serenità
quasi trascendentale.

Comunque, il mondo
della mia fantasia
non soltanto è capace
di crearmi nell'intimo
un clima di pace
serena e riposante,
ma anche consente
al mio intelletto
di uscire dall'inazione
che ora vado vivendo,
nonché lo fa assurgere
senza alcun problema
alla sua fase creativa
più matura e profonda,
permettendogli perfino,
come mai è successo,
di ottenere facilmente
i frutti più gratificanti
dalla sua ispirazione
vivida e feconda.