di Luigi Orabona

 

 

Giorni di oblio

Giorni di oblio,
appartenuti a un passato
vicino o lontano,
dalla nostra coscienza
a un certo momento
sono stati affossati
nelle sabbie mobili
del nostro subconscio.

Mi sto riferendo
a quei giorni infelici
che si trovarono a vivere
attimi interminabili
di alta drammaticità,
fino a lacerare
con ambasce acuminate
l'essenza psichica
dello sconvolto animo.

Anch'io ebbi i miei,
al pari degli altri,
ma essi si mostrarono
nei miei confronti
di tollerabilità zero,
siccome ebbero in me
a superare oltremodo
il livello di guardia;
per cui non più tollerabile
divenne la disperazione,
mentre l'enorme fragore
dell'orrido frangente
rumoreggiava assordante
nell'avvilita mia anima.

Ma prima che il dramma
venisse dentro di me
a scoppiare con sconquasso,
furono essi rimossi,
insieme al loro contenuto
estremamente esplosivo,
dallo strato più profondo
della mia coscienza,
facendo in modo così
che tali giorni implacabili
rimanessero sepolti
sotto il tumulo dell'oblio.