di Luigi Orabona

 

 

Io accuso...

Io accuso,
con la forza del mio pensiero,
tutti quei governanti del mondo
che evitano di adoperarsi,
affinché i loro popoli
smettano di soffrire per sempre
la sete e la fame;
al contrario, sono essi interessati
ad incrementare a dismisura
il loro potenziale bellico.

Io accuso,
con la protesta del mio spirito,
quei potenti della terra
che, pur potendo fermare
le guerre fratricide lì dove si fanno,
ben se ne guardano dall'intervenire
a favore della pace;
anzi, spesso sono essi medesimi,
in quanto mercanti di morte,
ad alimentare in certe regioni
interminabili conflitti locali,
permettendo che vi vengano consumati
impressionanti olocausti di popoli,
con l'unico scopo d'incrementare
il loro esecrando commercio di armi.

Io accuso,
con tutto l'abominio del mio animo,
gli uomini politici di ogni stato,
cominciando da quelli che governano
e finendo con i loro oppositori,
i quali, anziché prodigarsi di fatto
nella risoluzione di quei problemi
che potrebbero davvero migliorare
la situazione dei rispettivi paesi,
perdono tempo solo a far baruffa
sia nelle piazze che in parlamento,
dimenticandosi assai platealmente
degl'impegni presi con gli elettori.

Io accuso,
con la rabbia del mio cuore,
i magnati esistenti sul nostro globo
che, pur avendo la sfacciata fortuna
di trovarsi a gestire immense ricchezze
e potendo quindi con un minimo sforzo
alleviare le incredibili sofferenze
di moltissimi sfortunati della terra,
li lasciano invece morire ogni giorno
di malattie, di sete e di fame;
ciò perché essi preferiscono ignorare
la loro carestia e la loro sofferenza,
facendo assurdamente finta di niente,
siccome per tutti quanti loro
l'unica cosa veramente importante
è che continuino i loro preziosi affari
ad andare sempre a gonfie vele.