di Luigi Orabona

 

 

Il mio urlo ...

Il mio urlo schietta protesta
che continua a farsi strada
attraverso i limpidi sentieri
della mia coscienza;
con il suo canto vibrante,
esso si eleva a difesa
di chi libertà non ha,
di chi vive di stenti
e la vita rischia ogni giorno,
di chi è costretto a subire
le angherie dei prepotenti,
di chi non può contare
su una giustizia imparziale,
di chi viene a trovarsi
in pericolo di vita
per colpa della mala sanità.

Il mio urlo è denuncia
perché cessino al più presto
gli abusi di potere,
perché non si senta più parlare
di violenze sessuali
a danno di donne e bambini,
perché il brutale assassinio
diventi quanto prima
un brutto ricordo del passato,
perché si smetta di calpestare
la dignità umana,
perché a certi sacri valori
venga al più presto restituita
la loro importanza originaria,
perché ogni istinto alla guerra
venga in noi totalmente soppresso.

Il mio urlo è invito, inoltre,
ad amarci gli uni gli altri
come autentici fratelli,
fornendoci mutuo soccorso
ogni volta che necessario;
a bandire da noi per sempre
l'odio e la vendetta,
surrogandoli rispettivamente
con l'amore e il perdono;
a reintegrare in mezzo a noi
gli emarginati della società
che conducono un'esistenza
a dir poco miserevole,
per cui un esame di coscienza
potrebbe soltanto spingerci
a vergognarci di noi stessi.