di Luigi Orabona

 

 

La coscienza dei padri

Non credo che i nostri padri,
di fronte agli esecrabili scempi
della nostra odierna società,
rimarrebbero solo a guardare,
senza minimamente scomporsi
nel loro imperturbabile contegno
del tutto ieratico e indifferente;
né tantomeno essi emetterebbero
un grande sospiro di sollievo,
come per esprimere soddisfatti
la loro completa approvazione.

Sono sicuro che in loro per prima
ci sarebbero un severo cipiglio
e un immediato scatto impulsivo
di ripulsa e di riprovazione;
né mancherebbe subito dopo
una collerica reazione spontanea
a quanto risulterebbe ai loro occhi
e alla loro veneranda saggezza
un modo di vivere sregolato
equivalente a un aborto di esistenza.

A scagliarsi contro tale malcostume
ci sarebbe la loro coscienza,
abituata com'era ad essere ricetto
di morigerati e sobri costumi
e a coltivare le austere virtù,
all'insegna di un sapere dottrinale
basato sull'integrità morale,
quella che rifugge da ogni equivoco
e non fa alcuna concessione
nel pretendere parimenti da tutti
la sua ferma e rigorosa applicazione.