di Luigi Orabona

 

 

Mai più

Mai più mi capiterà ingenuamente
di cadere nel madornale errore
di considerare tutte le persone
fondamentalmente buone
e di credere pure che il loro animo
sia davvero un autentico vivaio
di nobili virtù e di pregi morali,
poiché l'esperienza mi ha insegnato
che così non è e mai lo sarà.

Un gran numero di lunghi anni,
tutti sperimentati sulla mia pelle,
mi hanno alla fine fatto conoscere
il sapore amaro e nauseante
della delusione e del pessimismo;
essi mi hanno aperto gli occhi
e mi hanno reso consapevole
di tutta la sconfortante verità
sull'inaffidabile natura umana.

Mi è venuto perfino da piangere,
quando ho notato che nell’uomo
una cattiveria infida e depravata
era subentrata alla sua bontà
che la falsità in modo perfido
aveva sostituito la sua sincerità,
che i vizi facevano grande baccano
là dove egregiamente una volta
le tante sue virtù intrecciavano
la loro danza armoniosa e solenne,
che i suoi ideali avevano smarrito
il loro sacro supremo valore
e con brutalità erano stati surrogati
dai progetti più ignobili e fuorvianti,
che la sua generosità era stata sepolta
sotto un cumulo immane e fetido
di commiserevole avarizia.

Sì, mai più, da vero sprovveduto,
cadrò nell'imperdonabile sbaglio
di aver scambiato il bene con il male
e di non aver dato il giusto peso
ai fatti e alle cose della vita;
anzi, starò massimamente attento
a chiamare con il proprio vero nome
tanto gli uni quanto le altre
affinché mai più da me la verità
venga confusa oppure fraintesa,
ma sempre essa conservi nel tempo
il suo inequivocabile significato.