di Luigi Orabona

 

 

Non ditemi...

Non ditemi per abitudine
che la vita va accettata
come il destino ce la manda
e che solo in questo modo
riusciamo ad allinearci
alla saggezza dei padri.

Non ditemelo, per favore,
visto che giammai riuscirei
ad accettare un modello di vita
confezionato per me da altri,
senza che avessi fatto nulla
affinché esso si adattasse
alle numerose mie esigenze
oppure corrispondesse in toto
a determinati miei obiettivi.

Non ditemi, per quieto vivere,
che è da veri saggi piegarsi
alla volontà di chi sa più di noi,
seguendone passivamente
gli ordini e leimposizioni,
senza cercare di reagire
appunto per dare un senso
alla nostra esistenza.

Astenetevi dall'asserirmi
che la vita è da considerarsi
un puro trascorrere del tempo,
anche quando a spronarla
intervengono puntualmente
nuove energie rigeneranti
improntate a libertà di pensiero,
di decisione e di azione,
invitandomi a disdegnare
la passività e l'acquiescenza.

Non ditemi per ipocrisia
che certi principi e valori
non hanno più ragion d'essere,
dovendosi ritenerli obsoleti
e del tutto sorpassati;
anzi, a seguirli, risulterebbero
solo di fastidioso intralcio
all'intero megaapparato
della nostra società moderna.

Non azzardatevi a spacciarmi
delle bestialità di questo tipo,
siccome ci sono principi e valori,
i quali sono nati e moriranno
con la stessa vita dell’uomo;
essi non hanno un prezzo
e sono per altro destinati
a durare all'infinito nel tempo,
per la loro insita facoltà
di suscitare nell’essere umano
la positiva evoluzione della civiltà,
prendendosene grande cura
fino alla consumazione dei secoli.