di Luigi Orabona

 

 

Lasciatemi...

Lasciatemi dormire,
per favore non negatemi
d'ignorare almeno di notte
questa vita ingrata,
che è esistere malsano
in un oceano infinito
di falsità e di contraddizioni.

Esso, pur d’imporsi
a tutti e a ogni cosa,
si mostra pronto ogni volta
a chiamare a raccolta
i suoi protervi cavalloni
per dettare legge con essi
e seminare ovunque
abusi e prepotenze
d'ogni sorta e d'ogni grado.

Lasciatemi dimenticare,
permettetemi di disertare
il lerciume che nel mondo
da tempo dilaga insidioso
come sepolcro imbiancato
e sottilmentesi dà ad agitare
sia odio che rancore
in quelle bacate coscienze,
che sono già in tumulto
per ancestrale retaggio.

Nel frattempo, però,
non smette di alimentare
conflitti e discordie
tra quelle insulse persone
che dell'umana dignità
non sanno che farsene
e rifuggono sprezzanti
dall'antica saggezza,
inseguendo impassibili
quegl'ignoti sentieri
che hanno come mete
solo pallide incertezze.

Lasciatemi sognare,
consentitemi così
di vivere la mia serenità
e di ricercare la pace
nella folla dei miei sogni,
i soli che ancora possono,
seppure inconsciamente,
farmi dono gentile
di ameni momenti.

Se a loro non potessi
avvinghiarmi con la forza
della mia disperazione,
al fine di attingervi di notte
illusioni e speranze,
in un lago paludoso
finirebbe per annegare
ogni interminabile attimo
della mia esistenza!