di Luigi Orabona

 

 

Nessuno mai...

Nessuno mai saprà farmi dono gentile
di quei meravigliosi momenti
che mi si dimostrarono un tempo
talmente incantevoli e magici
da rappresentare per la mia vita
l’eccezione alla regola,
quasi una provvida oasi inattesa
nel mio deserto esistenziale.

Né io li vissi teneramente
in uno stato contemplativo,
lasciandomi rapire soltanto
dalla mia fervida immaginazione;
invece mi diedi a possederli
con la mia avida sete di crescere,
dandomi a digerirli dentro di me
con un’azione concreta e tenace.

Nessuno mai saprebbe descriverli
con i termini più appropriati,
né potrebbe dipingere gli stessi
con caldi e indovinati colori,
né tanto meno tradurli con note
rievocatrici d’intime emozioni;
così pure non riuscirebbe a scolpirli
con forme plastiche e armoniose.

Ancora oggi tali arcani momenti
rappresentano per il mio spirito
dei gradevoli squarci esistenziali
inimitabili nella sostanza;
anzi, nel fior fiore degli anni miei,
essi rifulsero non poche volte
dell’afflato gratificante
di una poesia dolce e consolatrice!