di Luigi Orabona

 

 

Così il tempo passò...

Così il tempo passò,
senza mai aver preso atto
che nell’universale divenire
esisteva anche la mia realtà,
nella quale la mia coscienza
operava e si disperava,
intenta com’era a progetti
che miravano a dare alla mia vita
un fine e un significato.

Passò con la sua arroganza,
calpestando la mia dignità
e privandomi di ogni ideale,
fino a lasciare un vuoto incolmabile
nel mio esistere insofferente
delle altrui assurde prepotenze;
ma anche ignorò cinicamente
tutte le mie proteste
che avevano il sapore dell’invettiva.

Passò con il suo sarcasmo,
prendendosi terribilmente gioco
del mio spirito speranzoso,
la cui unica colpa era stata
quella di battersi per migliorare
la corrotta nostra società
e salvarla dal marasma
che la teneva ormai inchiodata
in un vivere agonizzante.

Passò con il suo sadismo,
mostrandosi sempre vigile
nell’invelenire il mio stato d’animo,
già bersagliato per altri motivi
da avversità truci e ingiuste,
facendovi così originare
la conflittualità più esasperante
tra ciò che era il mio essere
e ciò che esso tendeva a divenire.