di Luigi Orabona

 

 

POESIA AUTENTICA

È mai possibile che solo oggi
comporre poesie vuol dire
far risultare ogni suo verso
zeppo di termini del tutto desueti,
evitando quelli della lingua parlata,
potendo questi non esprimere
un determinato sentimento
che ci viene dettato dal cuore
o suggerito dal fondo dell'animo?

Possibile che un nostro sfogo poetico
deve mirare innanzitutto a celarsi
in un ginepraio di pensieri stravaganti
perché lo rendano ermetico o filosofico,
pur di non permettere alla mente
di un cultore di autentica poesia
di decifrarlo con nessuna fatica,
costringendolo invece per comprenderlo
a lambiccarsi astrusamente il cervello?

Secondo me, sono soltanto matti
coloro che definiscono ispirazione
il loro modo di stravolgere i versi
attraverso forma e disposizione assurde
di parole private di significato
che hanno la pretesa di farsi capire,
a dispetto della viva immediatezza
e del dolce incanto della madrelingua,
quando essa è melodica e ben strutturata.