di Luigi Orabona

 

 

RECUPERO

Il mio stato di salute,
finora da considerarsi incerto,
si avvia, anche se lentamente,
verso un recupero consistente
di ogni sua forza vitale.

Inizia così ad abbandonarmi
la mia debolezza organica
che, giorno dopo giorno,
si va poco alla volta ritirando
dal mio corpo debilitato.

Sono i miei occhi i primi
a fruire del suo venir meno,
per cui la mia vista
disturbata e appannata
va diventando più nitida.

Seguono poi le mie gambe
a trovarne beneficio,
poiché in esse nuove energie
si vanno imponendo pian piano
alla vecchia instabilità.

Ugualmente le mie braccia,
non più in preda all'astenia,
fanno fatica a restare immobili;
anzi, già vorrebbero attivarsi
nelle faccende più disparate.

Ma è il mio animo, più di tutti,
a volere scrollarsi di dosso
quest'apatica esistenza,
che insiste a non dargli tregua
e l'opprime quasi a morte.