di Luigi Orabona

 

 

No, non voglio pił...

No, non voglio pił vedere
tutte quante le mie forze
impegnate a combattere
contro nemici fantasmi
e assiduamente schierate
dalla parte di spettri,
che agitano la bandiera
di valori periti da molto tempo,
senza pił la possibilitą
di riscattarsi e ritornare
ad esistere in mezzo a noi.

No, non voglio più continuare
la mia lotta intransigente
contro quelli che considero
i grandi mali dell'umanità
e i gravi difetti della società,
poiché sono essi diventati
assai potenti ed imbattibili,
avendo posto le loro radici
nelle coscienze della gente
in modo da non lasciarsi più
estirpare ed eliminare.

No, non voglio più prestarmi
a fare la parte della vittima,
mentre conduco le mie battaglie
contro un popolo corrotto
che ha smesso di osannare
alla giustizia e alla morale
e trova di suo gusto nuotare
in una mefitica poltiglia
di vizi e di trasgressioni,
dove dimostra di trovarsi
completamente a suo agio.

No, non voglio più seguitare
a struggermi e a commiserarmi,
solo perché mi stanno a cuore
i problemi del mio prossimo;
intendo invece, d'ora in poi,
gustarmi anch'io la libertà,
senza più sovraccaricarmi
dell'insostenibile fardello
delle altrui responsabilità:
condurrò così un'esistenza
priva di ogni preoccupazione!