di Luigi Orabona

 

 

Uno splendido passato

È bello riascoltare i canti
di un passato spensierato,
che colmava di pregevole luce
gli ideali e le speranze
e faceva rifulgere l’amore
d’ineffabili emozioni.

Quelli erano giorni,
nei quali non occorreva il sole
per tenermi alto il morale;
ma era sufficiente coltivare
taluni nobili sentimenti
per lasciarmi inebriare.

I bollori giovanili
costituivano a quel tempo
l’unica forza di rinascita,
per puntare senza problemi
anche a quei traguardi
considerati irraggiungibili.

In me neppure mancava
quel vigore che avvertivo
possente e gagliardo
e continuamente andava
alimentando le mie forze
fisiche ed intellettuali.

Esso mi spronava a navigare
verso quelle isole felici,
dove non esistevano
il rammarico e il disinganno,
essendo stati essi sepolti
nella tomba dell’oblio.